domenica 27 febbraio 2011

BORSALINO... la gioia di vivere....e la storia nel cinema



La Triennale di Milano accoglierà fino al 20 marzo 2011 la mostra intitolata «Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie», un collegamento tra arte cinematografica e storia del costume.


Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in "Casablanca"
Humphrey Bogart

Da sempre il cinema si è appropriato della capacità del cappello di raccontare efficacemente e silenziosamente, generando riconoscimento e identità, sollecitando trasformazioni (in Sabrina il cappello segna la trasformazione parigina di Audrey Hepburn in donna di classe, i cappelli di Greta Garbo in Ninotchka sono segni precursori della fine del comunismo). Al cinema il cappello crea mode e tendenze (da James Dean che negli anni ’50 lancia il grande cappello con falda rialzata al colbacco che con Il dottor Zivago entra a far parte del vestiario occidentale, al berretto di lana de Il cacciatore a quello di Rocky che diventa il copricapo popolare degli anni ’70) attraversando illeso i generi cinematografici (commedia, spy story, western, film in costume, noir), le varie classi sociali, nonché le barriere sessuali. 
Senza dimenticare che grandi registi hanno depositato la propria icona in un’immagine col cappello: da Federico Fellini a Sergio Leone ad Orson Welles. 

Greta Garbo in "Ninotchka"
Il cappello definisce ruoli, professioni, stili. Sancisce gerarchie. Innesca discorsi sociali. Implica e consente una gestualità e un rituale che nessun altro capo di abbigliamento prevede: lo si tocca, lo si calza e lo si leva in pubblico. 
E’ il cappello la componente dell’abbigliamento maggiormente delegata a svolgere un ruolo centrale nel cerimoniale sociale e, come tale, è uno straordinario volano di azioni e narrazioni: il cappello può scatenare lacrime e risate, travestimenti e ribellioni, malinconie e passioni. Il cappello produce ombra (le ombre degli assassini hanno sempre il cappello…). E, soprattutto, genera mode, posture, comportamenti. 




Marlene Dietrich in "La taverna dei 7 peccati"



Audrey Hepburn e William Holden in "Sabrina"

Audrey Hepburn in "My fair lady"

Sophia Loren in "La Miliardaria"

Jean Paul Belmondo e Jean Seberg in "Fino all'ultimo respiro"

Lena Olin in "L'insostenibile leggerezza dell'essere"

Richard Gere in "Cotton Club"



Kim Cattrall in "Sex and the City"

Johnny Depp in "Nemico pubblico

fonte:
Comunicato stampa
Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie.
Triennale di Milano
18 gennaio – 20 marzo 2011


La collezione Borsalino per la prossima Primavera Estate 2011 si chiama “joie de vivre” e trae la sua ispirazione dalla natura e dalle nuances brillanti della stagione estiva.Tinte naturali come sabbia, cacao, caffè, terracotta, ruggine, che si contrappongono ai toni più accesi del verde mela, arancio, rosso e turchese.

Il brand punta su uno stile di vita pulito e raffinato, un modo di vivere fresco e vivace, un universo di luci e colori, che crea un mondo e coinvolge tutto quel che lo circonda.

















La joie de vivre, lo spirito libero e scanzonato di chi indossa un cappello Borsalino si ritrovano soprattutto nel sombrero, la stravagante novità della Collezione Borsalino primavera estate 2011, proposto sia da donna che da uomo, realizzato in svariati materiali, panama, feltro, paglia e declinato in diverse forme e dimensioni. 



Patrizia


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